Rincarano le sanzioni sul lavoro e sulla sicurezza. I maggiori importi andranno all'ispettorato nazionale del lavoro (Inl) per finanziare «forme indennitarie e d'incentivazione del personale» all'attività di contrasto del lavoro nero e alla tutela di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro. Lo prevede la bozza di ddl di bilancio 2019. In particolare, aumentano di 100 euro le sanzioni previste nei casi di occupazione di lavoratori irregolari (in nero, in somministrazione, senza comunicazione del distacco, a orario di lavoro oltre i limiti) e del 15% quelle in materia di sicurezza sul lavoro, con misure doppie (aumento di 200 euro e del 30%) nei casi di recidiva del datore di lavoro. La bozza di ddl di bilancio 2019, inoltre, autorizza l'assunzione di mille nuovi ispettori nei prossimi tre anni (300 ispettori nel 2019 e 2020 e 400 nel 2021).
Il rincaro
Gli aumenti previsti sono di due specie, il primo in misura fissa e il secondo in percentuale. Il primo aumento è fissato nell'importo di 100 euro per ogni lavoratore dipendente irregolare, cioè impiegato senza la preventiva comunicazione d'instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro, con esclusione di quelli domestici. Stesso aumento è previsto per ogni lavoratore irregolare in quanto occupato con un orario di lavoro, in media, superiore alle 48 ore settimanali comprese quelle di straordinario (violazione già punita in misura base con la sanzione da 200 a 1.500 euro che poi rincara nel caso riguardi più lavoratori). Il rincaro di 100 euro è ancora previsto in ogni ipotesi di occupazione di lavoratori irregolari in distacco o in regime di somministrazione (art. 18 del dlgs n. 276/2003), nonché per le violazioni relative agli obblighi di comunicazione del distacco transnazionale (art. 12 del dlgs n. 136/2016).
Il secondo aumento, pari al 15%, riguarda le sanzioni amministrative previste per le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro per le quali l'ispettorato può impartire una disposizione o la diffida.
Il raddoppio
Entrambi gli aumenti «raddoppiano» (quindi il primo diventa di 200 euro, il secondo del 30%) qualora il datore di lavoro trasgressore, nei tre anni precedenti, sia stato destinatario di sanzioni amministrative per gli stessi illeciti a seguito di accessi ispettivi.
Diffida «condizionata»
Il versamento delle nuove sanzioni (gli aumenti), stabilisce ancora la norma del ddl bilancio, è condizione necessaria per la regolarizzazione mediante «diffida» ex art. 13 dlgs n. 124/2004. Con tale procedura, si ricorda, si è ammessi a pagare l'importo minimo di sanzione prevista dalla legge, ovvero un quarto di quella stabilita in misura fissa, qualora si provveda alla regolarizzazione di violazioni sanabili entro 30 giorni.
Sanzioni per incentivi
Come accennato, gli aumenti delle sanzioni finiranno all'ispettorato nazionale del lavoro per essere destinati a finanziare forme indennitarie e d'incentivazione per il personale. Inoltre, al fine di rafforzare l'attività di contrasto del fenomeno del lavoro sommerso e irregolare e per la tutela di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il ddl bilancio 2019 autorizza l'ispettorato ad assumere, con incremento della dotazione organica, un contingente di personale ispettivo di Area III pari a 300 unità nell'anno 2019, di 300 unità nel 2020 e 400 unità nel 2021. I relativi oneri sono quantificati in 6.100.000 euro per l'anno 2019, 24.393.000 euro per l'anno 2020 e 40.655.000 euro a decorrere dall'anno 2021.



