martedì 30 ottobre 2018

Rincarano le sanzioni sul lavoro e sulla sicurezza

Rincarano le sanzioni sul lavoro e sulla sicurezza. I maggiori importi andranno all'ispettorato nazionale del lavoro (Inl) per finanziare «forme indennitarie e d'incentivazione del personale» all'attività di contrasto del lavoro nero e alla tutela di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro. Lo prevede la bozza di ddl di bilancio 2019. In particolare, aumentano di 100 euro le sanzioni previste nei casi di occupazione di lavoratori irregolari (in nero, in somministrazione, senza comunicazione del distacco, a orario di lavoro oltre i limiti) e del 15% quelle in materia di sicurezza sul lavoro, con misure doppie (aumento di 200 euro e del 30%) nei casi di recidiva del datore di lavoro. La bozza di ddl di bilancio 2019, inoltre, autorizza l'assunzione di mille nuovi ispettori nei prossimi tre anni (300 ispettori nel 2019 e 2020 e 400 nel 2021).
Il rincaro
Gli aumenti previsti sono di due specie, il primo in misura fissa e il secondo in percentuale. Il primo aumento è fissato nell'importo di 100 euro per ogni lavoratore dipendente irregolare, cioè impiegato senza la preventiva comunicazione d'instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro, con esclusione di quelli domestici. Stesso aumento è previsto per ogni lavoratore irregolare in quanto occupato con un orario di lavoro, in media, superiore alle 48 ore settimanali comprese quelle di straordinario (violazione già punita in misura base con la sanzione da 200 a 1.500 euro che poi rincara nel caso riguardi più lavoratori). Il rincaro di 100 euro è ancora previsto in ogni ipotesi di occupazione di lavoratori irregolari in distacco o in regime di somministrazione (art. 18 del dlgs n. 276/2003), nonché per le violazioni relative agli obblighi di comunicazione del distacco transnazionale (art. 12 del dlgs n. 136/2016).
Il secondo aumento, pari al 15%, riguarda le sanzioni amministrative previste per le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro per le quali l'ispettorato può impartire una disposizione o la diffida.
Il raddoppio
Entrambi gli aumenti «raddoppiano» (quindi il primo diventa di 200 euro, il secondo del 30%) qualora il datore di lavoro trasgressore, nei tre anni precedenti, sia stato destinatario di sanzioni amministrative per gli stessi illeciti a seguito di accessi ispettivi.
Diffida «condizionata»
Il versamento delle nuove sanzioni (gli aumenti), stabilisce ancora la norma del ddl bilancio, è condizione necessaria per la regolarizzazione mediante «diffida» ex art. 13 dlgs n. 124/2004. Con tale procedura, si ricorda, si è ammessi a pagare l'importo minimo di sanzione prevista dalla legge, ovvero un quarto di quella stabilita in misura fissa, qualora si provveda alla regolarizzazione di violazioni sanabili entro 30 giorni.
Sanzioni per incentivi
Come accennato, gli aumenti delle sanzioni finiranno all'ispettorato nazionale del lavoro per essere destinati a finanziare forme indennitarie e d'incentivazione per il personale. Inoltre, al fine di rafforzare l'attività di contrasto del fenomeno del lavoro sommerso e irregolare e per la tutela di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il ddl bilancio 2019 autorizza l'ispettorato ad assumere, con incremento della dotazione organica, un contingente di personale ispettivo di Area III pari a 300 unità nell'anno 2019, di 300 unità nel 2020 e 400 unità nel 2021. I relativi oneri sono quantificati in 6.100.000 euro per l'anno 2019, 24.393.000 euro per l'anno 2020 e 40.655.000 euro a decorrere dall'anno 2021.

venerdì 26 ottobre 2018

Stressati dalle telefonate commerciali? Arriva il prefisso 0844 per riconoscerle e limitarle

Il Garante per le comunicazioni ha deciso che le chiamate degli operatori che propongono nuovi abbonamenti devono essere immediatamente riconoscibili

C'è chi non risponde a numeri che non conosce, chi butta giù la telefonata e chi invece inventa scuse di ogni genere per riagganciare al più presto. Tutto questo per sfuggire agli operatori che a ogni ora del giorno chiamano per proporre abbonamenti e promozioni per lo smartphone, luce, gas, internet ecc. Presto a tutto questo verrà posto un limite: le telefonate commerciali dovranno avere il prefisso 0844 per essere immediatamente riconoscibili. Lo ha deciso il Garante per le comunicazioni.

 ​Il Garante ha individuato un prefisso unico affinché le persone possano riconoscere subito, quando si illumina lo schermo del cellulare, che chi ci sta chiamando è il centralino di una società. Ma come dice il detto: "fatta la legge, trovato l'inganno", ci sarebbe già una scappatoia: un centralino potrà anche evitare lo 0844. Il Garante ha stabilito che il prefisso "vale per le chiamate telefoniche a scopo promozionale, di ricerche di mercato e pubblicità". Se un call center è incaricato di condurre una campagna di offerte per una società terzapotrà continuare a utilizzare anche un numero che inizia per zero (come se fosse di una città) oppure un numero che inizia per 3 (come se fosse di un cellulare).
Il cittadino ha però anche un nuovo strumento di difesa: potrà richiamare e raggiungere l'utenza dalla quale è partita la chiamata. Questa possibilità oggi gli è negata. Il sistema dovrà entrare a regime entro due mesi. E' in arrivo anche un altro prefisso: lo 0843. Sarà in dotazione ai call center che ci raggiungono per indagini di tipo statistico, con l'eccezione dell'Istat che avrà una sua cifra particolare. La regola, in realtà, era già prevista dalla legge numero 5 del 2018, ma spettava al Garante individuare il prefisso unico delle telefonate commerciali.

FONTE

mercoledì 17 ottobre 2018

Ecobonus, ristrutturazioni, mobili e bonus verde: le detrazioni per la casa prorogate al 2019

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla manovra. Tra le misure previste c’è anche la proroga dell’ecobonus, delle detrazioni per le ristrutturazioni, del bonus mobili e del bonus verde per il 2019

Nel dettaglio è stata prorogata al 31 dicembre 2019 la detrazione per la ristrutturazione edilizia al 50%, da suddividere in 10 quote annuali. La proroga è arrivata anche per gli interventi di efficienza energetica, ma in base alla riduzione già introdotta lo scorso anno, secondo la quale la detrazione del 65% scende al 50% per la sostituzione di finestre e impianti di climatizzazione.
Proroga anche per il bonus verde al 36%, introdotto lo scorso anno. Niente di fatto per il sismabonus, ma la scadenza della detrazione è prevista per fine 2021. Proroga al 2019 anche per quanto riguarda l'acquisto di nuovi elettrodomestici in classe A e A+ e mobili.
Secondo il documento programmatico di bilancio (Dpb), (che contiene sia le misure del decreto fiscale che la legge di bilancio) nel 2018 sono attesi 600 milioni di dismissioni immobiliari, di cui 50 milioni dal patrimonio dello Stato, 380 milioni da beni degli enti locali e 170 milioni da enti previdenziali.

giovedì 4 ottobre 2018

Fisco, in arrivo nuovi controlli sui conti correnti: chi rischia

Il Fisco avrebbe messo nel mirino dei controlli i movimenti bancari sopra i mille euro giornalieri e quelli mensili sopra i 5mila

L’Agenzia delle Entrate stringe il cerchio sui movimenti sul conto correntecome prelievi e accrediti giornalieri e mensili. In particolare, sarebbe in arrivo una vera e propria valanga di richieste di giustificazioni da parte delle Entrate sull’anno 2014 (poi si passerà agli anni successivi) e sui movimenti giornalieri superiori a 1000 euro e quelli mensili superiori a 5000 euro, ovvero quelli in cui il contribuente ha quasi sempre difficoltà a mostrare la destinazione dei prelievi o l’eventuale accredito.
COSA SUCCEDE – Le direzioni provinciali stanno ricorrendo a questo strumento in maniera più frequente poiché è il contribuente, in virtù dell’inversione dell’onere della prova, a dover dimostrare la riconducibilità dei versamenti a redditi dichiarati o legittimamente non tassati, indicando anche i beneficiari e la destinazione dei prelievi. La difesa è resa più difficile dal fatto che l’accertamento si riferisce ad anni passati (ora è sotto esame il 2014), con tutte le immaginabili difficoltà conseguenti.
Il caos viene inoltre amplificato nel caso di conti correnti cointestati, con delega a operare o per il quale il contribuente risulti esclusivamente il legale rappresentante dell’ente (come ad esempio nel caso di un’associazione).
COSA FARE – In questo momento le comunicazioni che sono state inviate e che saranno inviate invitano il contribuente a presentare tutta la documentazione necessaria ad una data stabilita per verificare la sua posizione. L’Agenzia delle Entrate contatta il contribuente, gli dà un appuntamento con un funzionario e gli chiede di giustificare determinati movimenti finanziari: la prassi è quasi sempre la stessa, comunicata dal fisco ai singoli uffici. Le indagini sono volte ad intercettare quelle operazioni di accredito individuabili come ricavi non tassati o non fatturati. Ognuno ha non meno di 15 giorni di tempo per dare una risposta.

mercoledì 3 ottobre 2018

Fattura elettronica: ricevuta di consegna, di scarto e di impossibilià di recapito

Uno degli aspetti operativi più importanti in materia di fattura elettronica riguarda la ricevuta rilasciata dallo SdI, il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.
A questo proposito, occorre evidenziare come per ogni fattura o lotto di fatture inviate al SdI, quest’ultimo restituisce al soggetto emittente, attraverso lo stesso canale utilizzato per l’invio, una ricevuta in formato xml.
Il nome della ricevuta deve rispettare la seguente nomenclatura:
[Nome del file fattura senza estensione] (è il nome della fattura inviata al Sistema di Interscambio a cui la ricevuta si riferisce) _[Tipo di messaggio]_[Progressivo univoco]
Le ricevute post invio telematico della fattura elettronica possono essere di tre tipologie:
  • ricevuta di consegna;
  • ricevuta di scarto;
  • ricevuta di impossibilità di invio.
Analizziamo nel dettaglio ciascuna di queste ricevute.

Ricevuta di consegna della fattura elettronica

La ricevuta di consegna della fattura elettronica è quella inviata dallo SDI al soggetto trasmittente al fine di comunicare l’avvenuta consegna al destinatario e, quindi, anche la correttezza del documento medesimo.
Con l’emissione della ricevuta di consegna la fattura si dà per emessa e ricevuta.
Il file xml della ricevuta di consegna contiene diverse informazioni:
  • numero identificativo univoco attribuito dallo SDI;
  • data e ora di ricezione e di consegna;
  • soggetto destinatario;
  • eventuali note aggiuntive.

Ricevuta di impossibilità di recapito della fattura elettronica

La ricevuta di impossibilità di recapito della fattura elettronica è quella attraverso la quale lo SDI segnala al soggetto trasmittente che non è stato possibile consegnare la fattura al soggetto destinatario.
Tale situazione si può verificare quando l’hub di destinazione - Pec, servizio web o ftp - presenti problemi, ad esempio casella PEC non attiva oppure piena.
In questo caso, il Sistema di Interscambio mette a disposizione la fattura elettronica in formato xml nell’area riservata dell’Agenzia delle entrate del soggetto destinatario.
Nella ricevuta di impossibilità di recapito viene fornita anche indicazione della data e dell’ora entro la quale è stata messa a disposizione la fattura sull’area riservata.

Ricevuta di scarto della fattura elettronica

La ricevuta di scarto della fattura elettronica è quella inviata dallo SDI al soggetto trasmittente, nei casi in cui non siano stati superati uno o più controlli tra quelli effettuati dal SDI sul file ricevuto.
Il contenuto della ricevuta di scarto contiene la lista degli errori che hanno determinato lo scarto del file, oltre alla data di ricezione/consegna ed al soggetto destinatario.

FONTE
https://www.informazionefiscale.it/fattura-elettronica-ricevuta-consegna-scarto-impossibilita-invio-file-xml