lunedì 28 gennaio 2019

Assunzioni Poste Italiane e Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie: offerte lavoro 2019

Nuove e interessanti offerte di lavoro con Poste Italiane e Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie. Nel primo caso si stanno cercando consulenti finanziari mentre Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie ha indetto dei concorsi per Collaboratori tecnici, Funzionari tecnici, Ingegneri professionisti e Dirigenti. Vediamo i dettagli.
L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie ha indetto 4 bandi per 37 risorse come Collaboratori tecnici, Funzionari tecnici, Ingegneri professionisti e Dirigenti per le sedi di Roma e Firenze. Di questi posti 11 sono per Collaboratore di area tecnica, 18 per Funzionario di area tecnica, 6 per ingegnere professionista di I qualifica professionale, 2 per Dirigente di II fascia, settori tecnici. Per poter inviare la domanda servono dei requisiti specifici ossia per il bando dedicato ai Collaboratori di area tecnica il diploma nuovo ordinamento con indirizzo tecnologico, per i posti da funzionari laurea specialistica o magistrale in ingegneria per i posti da ingegnere laurea in Ingegneria e iscrizione all’ordine professionale degli ingegneri per i posti da dirigente laurea in Ingegneria, abilitazione all’esercizio e iscrizione all’albo. Oltre a questi requisiti è necessario possedere la cittadinanza italiana e tutti quelli richiesti per i concorsi pubblici.
La domanda va inviata entro il 21 febbraio 2019 in seguito i candidati dovranno affrontare due prove scritte e una orale. Per l’invio della domanda basta collegarsi a questa pagina https://www.ansf.it/procedure-di-concorso.

Assunzioni Poste Italiane, si cercano Specialista Consulente Mobile settore Finanziario/Assicurativo

Nuove offerte di lavoro anche con Poste Italiane. Di tanto in tanto vengono aperte nuove posizioni per cui si richiedono determinati requisiti. Al momento Poste Italiane sta cercando Specialista Consulente Mobile (settore Finanziario/Assicurativo) laureati. Per questa posizione, infatti, è necessario possedere alcuni requisiti tra cui:
-laurea in discipline economiche o finanziarie
– aver superato l’esame per diventare promotore finanziario
-almeno 2 anni di esperienza nel settore bancario e assicurativo
-conoscenza dei mercati e degli strumenti finanziari
Poste offre il contratto a tempo indeterminato per questa posizione.
Di recente Poste aveva aperto delle posizioni per postino mentre ora sta puntando al settore finanziario. La candidatura, per chi è interessato a questo posto di lavoro, può essere inviata tramite questo link 


giovedì 24 gennaio 2019

eFattura, così benzinai, supermercati e commercianti violano le regole

Le associazioni dei gestori di pompe di benzina annunciano che dal primo febbraio vogliono fare la fattura elettronica solo dietro pagamento del carburante con bonifico anticipato o assegno circolare. E ci sono negozianti, supermercati e pompe di benzine che pure si rifiutano di fare fatture elettroniche, chiedono importi extra per farle oppure vi acconsentono solo in orari precisi. 
Sono comportamenti segnalati in queste ore da molti clienti, ai propri commercialisti e sui social network, e in certi casi pure annunciati formalmente da associazioni di categoria (è il caso dei benzinai) o dai super mercati.
E sono comportamenti irregolari – bisogna sottolinearlo – alla luce delle leggi in materia.

Benzinai contro la fatturazione elettronica

Le organizzazioni di categoria dei gestori degli impianti di rifornimento carburanti (come Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio) hanno iniziato a protestare con il Ministero delle Finanze per l’esproprio del rimborso accordato l’anno scorso (provvedimento contenuto nella Manovra per il 2018) sui costi delle carte di pagamento elettroniche. Tale decisione è stata dirompente per l’intero settore della vendita di carburanti per autotrazione negli impianti stradali. La categoria ha deciso di avviare due azioni di protesta:

mercoledì 23 gennaio 2019

Trasmissione corrispettivi, registratore telematico obbligatorio in ogni negozio

Trasmissione corrispettivi telematici, nuovi chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate che con la risposta all'interpello del 22 gennaio 2019 chiarisce che in ogni negozio (punto vendita) è obbligatorio dotarsi di registratore telematico.

Trasmissione corrispettivi telematici, nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sono stati pubblicati con la risposta all’interpello n. 9 del 22 gennaio 2019.
Per ciascun punto vendita è obbligatorio dotarsi di un registratore telematico, che dovrà rispettare le regole tecniche previste dal provvedimento del 28 ottobre 2016. Non sarà possibile adottare soluzioni operative diverse.
Ad esclusione delle vendite per le quali è emessa su richiesta la fattura elettronica (obbligatoria nei confronti di titolari di partita IVA), per le cessioni di beni in locali aperti al pubblico effettuate dalla grande distribuzione, la certificazione delle operazioni potrà essere effettuata tramite la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.
Fino al mese di luglio l’invio dei corrispettivi telematici sarà facoltativo ma a partire dalla seconda metà dell’anno scatterà l’obbligo di scontrino telematico per i soggetti con un volume d’affari superiore a 400.000 euro, obbligo che si estenderà a tutti i commercianti a partire dal 2020.
Proprio in virtù delle nuove regole e dell’evoluzione normativa che ha interessato non solo i soggetti obbligati all’emissione della fattura elettronica, ma anche coloro che certificano le cessioni di beni con scontrino o ricevuta fiscale, i chiarimenti forniti dalle Entrate assumono particolare rilevanza.
Vediamo di seguito le indicazioni contenute nella risposta all’interpello del 22 gennaio 2019.

Trasmissione corrispettivi, registratore telematico obbligatorio in ogni negozio

Partiamo analizzando le regole e le novità previste a partire dal 1° gennaio 2019.
I soggetti della grande distribuzione e quelli equiparati che effettuano cessioni di beni in locali aperti al pubblico (articolo 22 del DPR n. 633/1972), dovranno certificare le operazioni nelle seguenti modalità:
  • fatta salva la richiesta di fattura (elettronica, con eccezione per i soli casi di esonero individuati nell’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127), mediante il rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino;
  • tramite memorizzazione elettronica e trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri.
Per il 2019, il cosiddetto scontrino elettronico è:
  • volontario, previo esercizio della relativa opzione entro il 31 dicembre 2018;
  • obbligatorio, dal 1° luglio 2019, per i soggetti con un volume d’affari superiore a 400.000 euro e, poi, dal 1° gennaio 2020, per tutti i commercianti al minuto e negozianti individuati ai sensi dell’articolo 22 del decreto IVA;
  • obbligatorioper i soggetti passivi che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi tramite distributori automatici (articolo 2, comma 2, del medesimo d.lgs. n. 127).
La trasmissione dovrà avvenire mediante i registratori telematici, in grado di garantire gli standard stabiliti dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che ha attuato le nuove regole stabilite dall’articolo 2 del d.lgs. n. 127 del 2015.
Così come per le fatture elettroniche, anche la trasmissione dei corrispettivi avviene mediante la generazione di un file in formato XML, sigillato e trasmesso all’Agenzia delle Entrate in modalità telematica.
La risposta all’interpello n. 9 chiarisce che:
Per gli esercenti che operano con un numero non inferiore a tre punti cassa per singolo punto vendita e che rispettano i requisiti di seguito elencati, la memorizzazione e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri dei singoli punti cassa possono essere effettuate mediante un unico punto di raccolta

Registratore telematico in ogni punto vendita per la trasmissione telematica dei corrispettivi

Per punto di raccolta si intende un Registratore Telematico collegato ai singoli punti cassa, definito anche Server di consolidamento-Registratore Telematico (di seguito, solo Server-RT). Il ServerRT, allocato presso il singolo punto vendita, rappresenta sempre il primo punto in cui vengono raccolti i corrispettivi e costituisce lo strumento che sigilla i file e li invia al sistema AE.
Richiamando alle regole tecniche disposte, l’Agenzia delle Entrate sottolinea che ciascun punto vendita deve disporre di un proprio Server-RT, che potrà essere anche collocato presso un unico locale centralizzato con elevati livelli di sicurezza fisica e logica.
“Anche in questo caso, tuttavia, agli utenti autorizzati va garantita la possibilità, presso ciascun punto vendita, di accedere a tutte le funzioni disponibili sul relativo ServerRT, al fine di consentire le attività di gestione e controllo presso il punto vendita stesso.”
Restano al momento escluse soluzioni diverse, come l’ipotesi di un serverRT unico e centralizzato per l’azienda, in quanto incompatibile con le regole tecniche stabilite dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 28 ottobre 2016.
Restano parimenti escluse soluzioni in cui i dati relativi ai corrispettivi non vengano inviati con la cadenza quotidiana legislativamente prevista (cfr. l’articolo 3 del citato provvedimento del 28 ottobre 2016), seppur salvati in forme che ne garantiscano l’immodificabilità.
La violazione dell’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi comporterà l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 2, comma 6, dello stesso d.lgs. n. 127 del 2015.
Rimandando al documento completo per maggiori approfondimenti, si segnala inoltre che l’Agenzia delle Entrate ha ribadito che le stesse regole di cui sopra si applicano anche nei casi di distributori automatici, vending machine, compresi gli apparecchi che, perfezionata la cessione del bene con il relativo passaggio di proprietà e pagamento del corrispettivo, ne garantiscono la contestuale consegna in altro modo.

martedì 22 gennaio 2019

Dimissioni da stress sul lavoro. "Ormai è emergenza"

«Basta, mi licenzio». Prestazioni più intense, troppi straordinari e carichi di lavoro, sempre più difficoltà a conciliare lavoro, casa, famiglia e, nonostante i tempi duri per far quadrare il bilancio, c’è chi dopo lunghi mesi di riflessione getta la spugna e si licenza. «Lavoravo in banca, e mi sentivo maltrattata dal datore di lavoro che scaricava sulla mia scrivania pratiche su pratiche, e lo stress emotivo rischiava di compromettere la mia salute. Mi reputo fortunata perché mio marito mi ha capito e al contempo spronato a stare a casa; oggi sono una donna nuova, rinuncio ai week end e a qualche abito in più ma non rimpiango nulla», racconta in anonimato l’ex impiegata di un istituto di credito.

Stesse motivazioni per una impiegata di primo livello di una multinazionale biomedicale e per la dipendente di una multiutility modenese: «Lavoro, figli, famiglia, ho scelto». Sono donne con figli, di età compresa tra i 45 e i 55 anni. Sono solo alcuni degli esempi di un fenomeno in aumento secondo le statistiche nazionali, al punto che nei giorni scorsi anche la Cassazione è entrata nel merito del problema con una sentenza destinata a fare scuola.

«Se il lavoratore vive in un contesto ambientale connotato da forte stress e insoddisfazione, sono nulle, secondo la Suprema Corte, le dimissioni del lavoratore esposto a una condizione transitoria di notevole turbamento psichico che impedisca la formazione di una volontà cosciente e consapevole sulle effettive conseguenze che derivano dalla rinunzia al posto di lavoro». Una decisione, quella del licenziamento, mai presa però d’impeto, ma meditata, sofferta, e comunque decisa sempre col sostegno della famiglia.

La Cgil dà un nome a questa tipologia di congedo prematuro, che non guarda in faccia allo stipendio che viene meno: ‘stress lavoro correlato’. «Nel 2016 – sottolinea Erminio Veronesi, responsabile ‘Sicurezza’ Cgil Modena, abbiamo trattato 26 casi, nel 2017 27 casi e nell’anno in corso l’Ufficio ‘Risarcimento Danni’ del Dipartimento salute e sicurezza Cgil sta già seguendo 15 casi di cui undici per stress da lavoro correlato; di questi 11 nove sono donne e 2 uomini. Oltre a 4 casi di mobbing ai danni di lavoratori maschi. Sono tuttavia numeri e statistiche interne, perché – continua Veronesi – a nostro parere i casi sono tanti di più a livello provinciale ma purtroppo c’è chi non bussa ai nostri sportelli per chiedere l’aiuto necessario. Se un lavoratore fatica a conciliare i tempi di lavoro con quelli del vivere quotidiano, prima di licenziarsi – sottolinea Veronesi – dovrebbe consultarci perché in determinati casi la causa va ricercata nell’inadempienza del datore di lavoro alle clausole del contratto di lavoro. Il lavoratore quindi può richiedere una verifica della sua situazione lavorativa ai nostri uffici (Dipartimento Salute e Sicurezza) nonché presso   i Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro delle Asl. Spesso, tuttavia, si preferisce la strada all’apparenza più facile, il licenziamento, anche perché a volte – commenta Veronesi – i casi di licenziamento ‘stress correlati’ vanno a braccetto con il mobbing, anche se di gran lunga differenti. Se il lavoratore subisce comportamenti che reputa intimidatori preferisce cessare l’attività di punto in bianco».

I settori più a rischio? Tutti o quasi. Secondo la Cgil, infatti, non vi sarebbero settori più o meno a rischio, «il problema è trasversale – puntualizza Veronesi – ma soprattutto dove si lavora a turni e dove l’intensità del lavoro è molto alta e non permette di conciliare tempi di vita e di lavoro. Quindi – conclude – tutti i comparti sono interessati, anche quelli dei servizi».


Fattura elettronica a privati: nuova faq Agenzia delle Entrate di oggi

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la faq numero 55 del 22 gennaio 2019 in materia di fattura elettronica emessa a consumatori finali (privati cittadini).
Ecco il testo della domanda e della risposta:
FAQ numero 55 pubblicata il 22 gennaio 2018
Domanda
Sono un privato cittadino senza partita IVA: se voglio e chiedo la fattura all’esercente o al professionista che mi vende un prodotto o mi offre un servizio, sono costretto a fornire un indirizzo PEC?
Se ho le credenziali Fisconline posso accedere alla consultazione delle fatture elettroniche che i fornitori hanno emesso nei miei confronti? In che modo?
Risposta
Se il consumatore finale chiede la fattura non è obbligato a riceverla elettronicamente e, quindi, non è obbligato ad avere e a fornire un indirizzo PEC all’esercente o al professionista da cui acquista il bene o il servizio. Quando il consumatore finale chiede la fattura, l’esercente o il professionista è obbligato ad emetterla elettronicamente verso il Sistema di Interscambio e anche a fornirne copia su carta (o, ad esempio, pdf per email) al cliente: quest’ultima è perfettamente valida e non c’è alcun obbligo ad acquisire e gestire la fattura elettronica da parte de cliente.
A partire dal secondo semestre di quest’anno, come previsto dall’ultima legge di Bilancio, l’Agenzia delle Entrate offrirà un servizio di consultazione delle fatture elettroniche anche ai consumatori finali persone fisiche; con tale servizio il consumatore finale potrà consultate le fatture che i fornitori avranno inviato all’Agenzia sin dal 1° gennaio scorso. Queste regole sono state stabilite per garantire il rispetto delle disposizioni sulla tutela dei dati personali.
Pertanto, al momento per il primo semestre, il servizio online di consultazione delle fatture elettroniche per i consumatori finali persone fisiche non è attivo”.

venerdì 11 gennaio 2019

Legge di Bilancio 2019: le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro

Continuiamo con l'analisi della Legge di Bilancio 2019 (L. 30 dicembre 2018, n. 145) recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021", disponibile anche sulla nostra Banca Dati Sicuromnia (*) e della quale abbiamo affrontato gli aspetti ambientali e di prevenzione incendi.

Passiamo ora agli aspetti che toccano il mondo della sicurezza nei luoghi di lavoro e della formazione, oltre che con riferimento all'attività assicurativa dell'INAIL.

Maggiorazione delle Sanzioni (articolo 1 comma 445)Per quanto riguarda l sicurezza sul lavoro, c'è un riferimento al Testo Unico di Sicurezza al comma 445 dell'articolo 1.

giovedì 10 gennaio 2019

Whatsapp, rispondi a tre domande e vinci un buono da 150 euro alla Conad? E’ una bufala


Non si vincono 150 euro con la Conad. Soprattutto, non si vince nessun buono spesa rispondendo alle tre domandeche stanno circolando nelle ultime ore su WhatsApp. È l’ennesimabufala sotto forma di catena di sant’Antonio che sta inondando l’app di messaggistica più utilizzata al mondo. Cambia l’anno ma non le truffe: nel mare profondo e sconfinato di Whatsapp gli hacker hanno di nuovo lanciato l’esca che, ancora una volta, ha le sembianze e il nome della Conad, una delle più grandi catene di supermercati italiani.
I ladri digitali invitano gli utenti a cliccare su offerte clickbait e ad aprire pagine fasulle per impossessarsi di informazioni personali e sensibili. Il messaggio cita un presunto regalo che Conad avrebbe deciso di offrire ai propri clienti per festeggiare il 30esimo compleanno.

lunedì 7 gennaio 2019

Fattura elettronica senza indicazione di PEC del destinatario né codice SDI: cosa fare

DOMANDA
La nostra azienda vende prodotti tramite sito eCommerce e, nonostante gli avvisi, alcune aziende che acquistano non stanno inserendo né la PEC né codice SDI nel form di registrazione.
Volevo sapere se, dopo alcune email di sollecito, fosse possibile emettere la fattura elettronica con il codice 0000000 e che fine fa la fattura in questione.
RISPOSTA
Se lei non indicherà nella fattura elettronica né la pec né il codice destinatario del suo cliente (ossia indicherà 0000000), il Sistema di Interscambio
  • non sarà in grado di recapitare la fattura elettronica al destinatario,
  • renderà disponibile la fattura nell’area riservata del cessionario/committente e le invierà  una ricevuta di impossibilità di recapito con la quale comunicherà di aver messo a disposizione la fattura nell’area autenticata dei servizi telematici del cessionario/committente accessibile con le credenziali Entratel/Fisconline.
La fattura sarà regolarmente emessa, e sarà sua cura informare – eventualmente – il suo cliente, della avvenuta emissione della fattura.
Tuttavia se il suo cliente avesse registrato presso l’ADE il suo canale telematico predefinito, la fattura elettronica verrà recapitata al canale telematico prescelto.