domenica 23 febbraio 2020

Quali sono le spese più controllate dal fisco

L’accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate rientra fra gli eventi che nessun contribuente vorrebbe mai subire. La scure delle verifiche potrebbe infliggere colpi micidiali ai risparmi del cittadino e lasciargli lividi sull’anima difficili da mistificare. Le dichiarazioni dei redditi fasulle possono innescare una lunga serie di controlli retrodatati sulle spese, sui patrimoni e sui movimenti bancari. La Legge di Bilancio 2020 ha ingaggiato una lotta all’evasione fiscale che mira a scardinare il malcostume di moltissimi professionisti italiani. Nelle attuali intenzioni del governo la tutela della privacy dei contribuenti potrebbe addirittura passare in secondo piano rispetto alla volontà di recuperare le imposte non pagate. Partirà a breve una raffica di controlli ad ampio raggio che non interesserà unicamente i professionisti, ma coinvolgerà anche altre tipologie di lavoratori. Risulta pertanto lecito chiedersi quali sono le spese più controllate dal Fisco per evitare di incappare nella macchina infernale dell’Agenzia delle Entrate.

I contribuenti più controllati

Tutti i cittadini italiani potenzialmente sono soggetti a controlli da parte dell’Autorità fiscale. I più esposti al rischio di accertamenti fiscali si confermano essere i liberi professionisti. Redditometro e risparmiometro sono gli strumenti privilegiati dall’ Agenzia delle Entrate per controlli incrociati fra conti correnti e banche dati. Vengono passate al setaccio le fatture emesse dal professionista, in particolare quelle elettroniche, e confrontate con le informazioni ricavate dallo spesometro. L’accertamento fiscale da parte dell’Autorità mira a rilevare l’eventuale discrepanza fra gli introiti del contribuente e le operazioni sul conto corrente. Sarà proprio l’eventuale scarto fra i redditi e i beni dichiarati e il proprio potenziale di spesa ad allertare il Fisco e a far scattare verifiche anche sui movimenti retrodatati. Ma, in particolare, quali sono le spese più controllate dal Fisco? Quali le manovre economiche più a rischio?

Le spese più controllate dal Fisco

Risale al 16 settembre 2015 il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze denominato “Accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche”. Secondo i dettami del decreto gli accertamenti fiscali partono allorquando il valore dei beni acquistati superi il reddito dichiarato dal contribuente. Vediamo quali sono le spese più controllate dal Fisco. Nel mirino delle Agenzie delle Entrate confluiscono le spese eccessivamente alte sostenute per lavori di manutenzione dell’appartamento, per l’affitto di un immobile, per le utenze. L’allerta scatta anche per farmaci, assicurazioni auto, visite specialistiche, auto di lusso, smartphone, viaggi, centri benessere e cura della persona, ristoranti, abbonamenti e collaboratori domestici. Le attenzioni del Fisco si moltiplicano in occasione dell’accensione di un mutuo per l’acquisto di un immobile. Il redditometro parte nell’evenienza in cui le rate sono troppo elevate rispetto ai redditi dichiarati e alla reale possibilità di pagarle.

giovedì 20 febbraio 2020

Aumento tassa per chi vende casa

In aumento le tasse per chi vende casa sugli atti notarili. SI parla di 245 euro in più per ogni atto notarile di cui 200 euro per l’imposta di registro e 45 euro come imposta di bollo. Ma non finisce qui e Federnotai, proprio per gli aumenti sconsiderati, ha deciso di assistere i notai della Lombardia per fare ricordo all’Agenzia delle Entrate.

Aumenti per chi vende

Non basta l’aumento dei 245 euro sull’atto notarile tra imposta di bollo e imposta di registro. Se nell’atto è prevista la consegna anticipata dell’immobile che permetta all’acquirente un rapido trasferimento  sarà necessario pagare 200 euro in più che si andranno a sommare ai 200 euro che già si devono pagare per i contratti preliminari.

lunedì 3 febbraio 2020

Scontrino elettronico: in arrivo le lettere dell’Agenzia delle entrate, ma con errore

Arrivano le prime lettere di “avviso” per chi è soggetto all’obbligo di invio telematico dei corrispettivi. Nella seconda metà di gennaio 2020, infatti, l’Agenzia delle Entrate inviato una lettera per informare i contribuenti di aver riscontrato alcune irregolarità e incongruenze nelle dichiarazioni IVA e nell’invio dei corrispettivi.
I controlli effettuati dall’amministrazione fiscale si riferiscono, ovviamente, ai soggetti con un volume d’affari superiore ai 400 mila euro annui, per i quali l’obbligo dello scontrino elettronico è entrato in vigore dal luglio 2019. C’è da dire, comunque, che le lettere dell’Agenzia contengono dei “semplici inviti” a regolarizzare la propria posizione e fanno parte di un nuovo “schema” di interazione tra contribuenti e la stessa Agenzia.
Come affermato anche dal ministro Gualtieri nel corso dell’evento “Telefisco”, l’intenzione è quella di dare vita a un “Fisco Tutor” che fornisca indicazioni utili e guidi i contribuenti verso la risoluzione anticipata di possibili contenziosi.