lunedì 22 giugno 2020

Bonus 1.000 euro di maggio: si prende anche senza domanda. Ecco per chi

Il bonus 1.000 euro di maggio riservato a partite IVA, co.co.co. e dipendenti stagionali del settore turismo e stabilimenti termali si prende anche senza domanda. Vediamo per chi arriva in automatico.

Bonus 1.000 euro di maggiosi prende anche senza fare domanda. Ma chi lo riceve in automatico?
Da oggi è possibile fare domanda per il bonus 1.000 euro di maggio attraverso la procedura online di INPS, come lo stesso Istituto ha annunciato sui suoi canali social e sul sito.
Il bonus 1.000 euro di maggio è riservato a partite IVAco.co.co. e lavoratori del turismo e stabilimenti termali (nel dl Rilancio anche quelli in somministrazione) già beneficiari potenziali del bonus 600 euro di marzo e aprile.
Insieme a questi, all’interno del decreto Rilancio, sono state inserite anche altre categorie di beneficiari che prenderanno però per il mese di maggio il bonus 600 euro per il quale possono già fare domanda o non farla.
Sia per il bonus 1.000 euro di maggio, sia per la terza mensilità del bonus 600 euro il riconoscimento può essere automatico, ma per chi?
L’unica categoria che deve necessariamente presentare domanda per ottenere il bonus 1.000 euro di maggio è quella delle partite IVA iscritte alla Gestione separata INPS perché devono dimostrare una riduzione di almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo 2019 e gli altri?
È proprio INPS a indicarlo nell’area riservata della procedura online per inoltrare la domanda del bonus 1.000 euro, o anche per quello da 600 euro.
Oltre ai liberi professionisti titolari di partita IVA possono ottenere, come da articolo 84 del decreto Rilancio anche:
  • i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio (19 maggio 2020);
  • i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data del 19 maggio 2020.
Come specifica INPS:
“Ad eccezione dei liberi professionisti e partecipanti a studi associati/società semplice, per coloro che hanno già richiesto l’indennità per i mesi di marzo e aprile, in caso di accoglimento sarà rinnovata automaticamente per il mese di maggio senza necessità di presentare nuova domanda.”
Coloro che hanno ottenuto già il bonus 600 euro di marzo e aprile rientrando nelle categorie suddette non devono presentare la domanda per il bonus 1.000 euro di maggio che viene riconosciuto in automatico. Il bonus 1.000 euro di maggio non spetta ad artigiani e commercianti.
Scrive infatti INPS:
“Si precisa che con riferimento ai lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago ed ai lavoratori agricoli a tempo determinato e le altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali, non è previsto il beneficio per il mese di maggio.”

Bonus 600 euro: automatico anche a maggio

Non solo il bonus 1.000 euro perché anche il bonus di 600 euro viene riconosciuto in automatico anche a maggio. Sempre INPS, nel presentare le indennità nell’area riservata specifica che possono richiedere per il mese di marzo, aprile e maggio il bonus 600 euro le nuove categorie di beneficiari che trovano spazio nel decreto Rilancio e vale a dire:
  • lavoratori stagionali dei settori diversi dal turismo e stabilimenti termali;
  • lavoratori intermittenti;
  • lavoratori con contratto di lavoro autonomo occasionale;
  • incaricati alle vendite a domicilio.
  • Inoltre si possono fare richiesta per il bonus di 600 euro di aprile e maggio previsto sempre dal decreto Rilancio:
    • lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 e con un reddito derivante non superiore a 35.000 euro,
    • lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 e con un reddito derivante non superiore a 50.000 euro;
    • lavoratori somministrati impiegati presso imprese utilizzatrici del settore turismo e stabilimenti termali.
    Come sottolinea l’Istituto coloro che hanno ottenuto il bonus di 600 euro a marzo riconosciuto da INPS, per il mese di aprile e maggio avranno il riconoscimento automatico senza necessità di una domanda ulteriore.
    Ricordiamo che ai lavoratori somministrati impiegati presso imprese utilizzatrici del settore turismo e stabilimenti termali a maggio, secondo il decreto Rilancio, dovrebbe essere riconosciuto il bonus 1.000 euro se hanno “cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione (19 maggio 2020).”
    Per ulteriori dettagli occorre attendere una circolare o messaggio INPS.

lunedì 8 giugno 2020

Attenzione alla causale bonifico per bonus e detrazioni: bisogna compilarla correttamente

Attenzione a compilare correttamente il bonifico parlante per ricevere il bonus condizionatori. Molti contribuenti che intendono avvantaggiarsi delle agevolazioni fiscali previste, devono prestare particolare cura nella compilazione dei dati. Di seguito vi spieghiamo come procedere alla compilazione della causale del bonifico parlante previsto per molte detrazioni e bonus.

Come funziona il bonifico parlante per le agevolazioni fiscali?

Attenzione alla causale bonifico per bonus e detrazioni: bisogna compilarla correttamente. Sono molteplici i bonus, le detrazioni e le agevolazioni fiscali che il Governo nette a disposizione dei numerosi contribuenti. Chiunque voglia fruire di tale agevolazione, ha l’obbligo di effettuare gli acquisti e le spese relative agli interventi tramite il cosiddetto bonifico parlante. Tuttavia, sono frequenti gli errori della compilazione di tale documento che potrebbero determinare la perdita del beneficio per i contribuenti. Ecco che, a tal riguardo, è importante inserire i dati corretti sul bonifico parlante.
Quando si parla di bonifico parlante, si fa riferimento al documento che attesta il pagamento relativo a: interventi di ristrutturazione e risparmio energetico, all’acquisto di mobili ed elettrodomestici e alle spese per le prestazioni professionali annesse. Grazie a tale bonifico, è possibile denunciare le spese che il contribuente sostiene e ricevere detrazioni fiscali in misura variabile dal 50% all’85%.

Tutti i dati da inserire in causale

Per tale ragione, è necessario porre attenzione alla causale bonifico per bonus e detrazioni: bisogna compilarla correttamente e con tutti i dati necessari. Perché si ritenga valido, il bonifico parlante deve contenere i seguenti dati:

  1. riferimento alla norma per la quale è prevista la detrazione fiscale e il tipo di agevolazione di interesse (ad es.: ristrutturazioni edilizie articolo 16-bis del DPR n. 917/1986);
  2. stremi della fattura a cui il pagamento si riferisce;
  3. codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  4. C.F. o P.Iva del beneficiario del pagamento.
In tale maniera, la causale dovrebbe risultare completa delle informazioni necessarie alla ricezione dell’agevolazione prevista.