Mancata consegna della certificazione unica 2021: cosa fare? Il percipiente può prima inviare un sollecito al datore di lavoro, e poi denunciarlo all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza.
Cosa fare se il datore di lavoro non consegna la certificazione unica?
La scadenza entro cui il datore di lavoro deve consegnare (in formato elettronico o cartaceo) ai propri dipendenti la certificazione unica è il 31 marzo.
Il termine ultimo era, inizialmente, il 16 marzo, sia per la consegna al percipiente che per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate. La notizia della proroga della scadenza è arrivata il 13 marzo, con il comunicato stampa del Ministero dell’Economia.
Ma cosa fare se il datore di lavoro non rispetta tale scadenza? Vediamo quali sono le opzioni che il dipendente si trova di fronte e quali sono le conseguenze per il datore di lavoro.
Partiamo col dire che ci sono due modelli di certificazione unica: quella sintetica e quella ordinaria. La prima è quella che viene consegnata al dipendente (cartacea o in formato elettronico), mentre la seconda è quella più “completa” che viene inviata all’Agenzia delle Entrate.
Entrambi gli adempimenti vanno effettuati entro il 31 marzo. Fatta la necessaria premessa, cosa succede qualora il datore di lavoro non rispetti la scadenza per la consegna della certificazione unica al percipiente?
Se il rapporto di lavoro si interrompe (per licenziamento o dimissioni), il lavoratore può richiedere la certificazione unica in qualsiasi momento e il datore di lavoro è obbligato a consegnarla entro 12 giorni dalla richiesta.
Quando invece il rapporto lavorativo è ancora in corso e il datore di lavoro non consegna la CU entro la scadenza fissata, il dipendente dovrà sollecitarlo.
Il sollecito può essere avvenire:
- tramite PEC, posta elettronica certificata;
- con raccomandata A/R.
Nella comunicazione vanno indicati i propri dati, quelli del rapporto di lavoro e una scadenza entro cui provvedere all’adempimento.
Se nonostante il sollecito l’azienda non provvede alla consegna della CU, allora il soggetto può effettuare una denuncia all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza.
Ricordiamo che per ogni certificazione omessa, tardiva o errata è prevista l’applicazione di una sanzione pari a 100 euro per singolo adempimento con il limite massimo di 50.000 euro e sostituto d’imposta per il periodo d’imposta 2020.

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